L’arte…

arte

L’arte, Are (ordinare), Latino: Ars, Greco: Τέχνη indica la capacità umana di creare qualcosa,dove la capacità consiste nella conoscenza e applicazione delle regole ma allo stesso tempo la parola creatività include sempre un carattere di imprevedibilità. Nel suo significato più ampio l’arte, che come ben sappiamo nasce dal bisogno di comunicare, comprende ogni attività umana,svolta singolarmente o collettivamente,che, poggiando su accorgimenti tecnici, abilità innate e norme comportamentali derivanti dallo studio e dall’esperienza, porta a forme creative di espressione.

Analizzando la storia del concetto di arte vediamo che nel corso del tempo esso subisce una graduale trasformazione.

Nel periodo antico il concetto di arte era facilmente associabile alle Muse, che proteggevano e personificavano le diverse arti. Le Muse (in greco: Μοῦσαι, -ῶν; in latino: Mūsae, -ārum) erano 9 personaggi della mitologia greca e romana, figlie di Zeus e della dea Mnemosine o Memoria, o, secondo un’altra versione, di Gea (Terra) e Urano (Cielo). L’importanza delle muse nella mitologia antica fu assai elevata: esse infatti oltre a rappresentare l’ideale supremo dell’Arte, erano anche le depositarie della memoria e del sapere in quanto come abbiamo detto figlie di Zeus e Mnemosine. Sempre secondo il mito, Apollo era il loro protettore, esse venivano invitate sempre alle feste degli dèi e degli eroi perché allietassero i convitati con canti,danze e fantastici racconti. Preposte all’Arte in ogni campo, chiunque osasse sfidarle veniva severamente punito. Le Sirene per esempio, volendole sfidare nel canto, furono private delle proprie ali, utilizzate poi dalle stesse Muse. Il loro culto fu assai diffuso fra i Pitagorici ,infatti, la memoria spirituale è presupposto dell’educazione pitagorico/platonica, dove l’imparare non era altro che ricordare quello che l’anima aveva vissuto e le Muse rappresentavano tutte le potenzialità insite nell’essere umano che quindi dovevano solo essere cacciate fuori.

muse

I loro nomi erano:
Clio, colei che rende celebri, la Storia, raffigurata seduta e con una pergamena in mano;
Calliope, colei che ha bella voce, la Poesia epica, raffigurata con una tavoletta ed un libro;
Euterpe, colei che rallegra, la Poesia lirica, raffigurata con un flauto;
Erato, che provoca desiderio, la Poesia amorosa, raffigurata con la lira;
Melpomene, colei che canta, la Tragedia, raffigurata con una maschera,una spada ed un bastone;
Talia, festiva, la Commedia, raffigurata con una maschera, una ghirlanda d’edera ed un bastone;
Polimnia, dai molti inni, il Mimo, raffigurata senza alcun oggetto;
Tersicore, che si diletta della danza, la Danza, raffigurata con plettro e lira;
Urania, la celeste, l’Astronomia, raffigurata con un bastone puntato al cielo.

Ritornando al nostro veloce excursus sull’arte :

Nel periodo ellenistico iniziarono le prime classificazioni e le arti vennero divise in comuni e liberali, a seconda che richiedessero uno sforzo fisico o intellettuale.

Nel Medioevo si cominciano a rivalutare le arti comuni, che verranno chiamate meccaniche, ma continueranno ad avere un ruolo subalterno rispetto alle arti liberali. Dalle arti “meccaniche” vennero escluse diverse di quelle che noi oggi chiamiamo “belle arti”.

Fu con i trattati di Leon Battista Alberti che verso la metà del Quattrocento si ebbe una prima elevazione delle cosiddette “arti maggiori” (De re aedificatoria, De statua, De pictura), sottolineando l’importanza dell’aspetto intellettuale dell’artefice rispetto alla manualità

Invece Michelangelo Bonarroti viene generalmente indicato come il primo artista che si staccò dalla committenza, riconoscendo la massima indipendenza processo artistico.

Nel Rinascimento la condizione sociale degli artisti migliorò notevolmente essi vennero infatti separarti dagli scienziati e dagli artigiani.

Con la nascita delle accademie (seconda metà del XVI secolo) la frattura tra arti “maggiori” e “minori” fu netta: da una parte il sapere accademico, teorico e razionalizzato, dall’altra il mestiere di bottega, pratico e confusionario.

Dalla fine del Settecento cominciarono le prime crisi del concetto di bello e di arte. Stavano nascendo nuove forme di espressione come la fotografia, l’architettura industriale, l’oggettistica per la casa, e bisognava farle rientrare nel concetto di arte. Per tale motivo nel Novecento si è abbandonata l’idea di una definizione onnicomprensiva di arte e di opera d’arte. Il termine arte diventa un concetto aperto, in cui tutte le possibili definizioni dell’arte confluiscono.

modernart

Comunque giusto per darvi un idea la più recente suddivisione delle arti che ho trovato durante le mie ricerche è basata sui sensi umani,ed è costituita da:


Arti visive-tattili

  • Pittura
  • Scultura
  • Architettura
  • Capo d’abbigliamento
  • Arte tessile

Arti foniche

  • Tramite corpo umano
  • Canto
  • Dizione
  • Tramite strumenti musicali
  • Musica

Arti audiovisive
Scrittura

  • Prosa
  • Poesia
  • Sceneggiatura

Fotopoiete

  • Fotografia
  • Cinematografia
  • Multivisione

Disegno

  • Disegno Architettonico
  • Design

Arte sequenziale

  • Fumetto
  • Fotoromanzo

Arte drammatica

  • Teatro
  • Televisione

Tramite corpo umano

  • Danza
  • Atletica leggera

Arti gustative

  • Cucina
  • Preparazione di cocktail

Arti olfattive

  • Profumeria

Arti sperimentate

  • Applicazioni della Scienza/Tecnologia

 


In conclusione ritengo che l’ arte ,come capita spesso anche per la filosofia, per quanto possa essere affascinante e travolgente viene spesso giudicata un espressione apparentemente inutile, priva di uno scopo ,fine solo a se stessa ,ma come possiamo notare nel corso del tempo si trasforma in importante fonte storica,in testimonianza di valori che da temporali divengono eterni. Poichè l’arte e’ più di ogni altra cosa espressività dell’universo, della società che circonda ,del mondo in continua evoluzione ma soprattutto di un mondo interiore ricco e scalpitante e di quel mondo immaginario in cui amiamo rifugiarci stanchi,al far della sera. Essa infatti attraverso gli strumenti e i materiali che più ci piacciono sa dare vita alla nostra fantasia,alle forti emozioni,ai nostri più intimi sentimenti e come ben sappiamo senza queste cose la nostra sarebbe una vita senza colori , una realtà senza poesia ,un dormire senza più sognare.

Articolo pubblicato in data : giovedì, ottobre 29th, 2009

1 Commento

  1. Giovanni says:

    Grazie, mi è stato molto utile per una tesina !! grazie grazie grazie

    ... on July novembre 9th, 2009

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