Philosophy for children…

philosophy for children

La Philosophy for children rappresenta una delle più significative esperienze pedagogiche contemporanee.

La storia:

Iniziata negli anni ’70 da Matthew Lipman, filosofo di formazione deweyana profondamente interessato a problematiche pedagogiche e fondatore dell’Institute for the Advancement of Philosophy for Children (IAPC), ha avuto ampio seguito e diffusione dapprima negli Stati Uniti e successivamente in tutto il mondo con l’istituzione di numerosi centri e una consolidata sperimentazione del programma.
Organismo di coordinamento delle attività di formazione e ricerca a livello internazionale è l’ICPIC (International Council for Philosophical Inquiry with Children).
SOPHIA è la Federazione europea dei Centri di Philosophy for children
Il CRIF (Roma) e il CIREP (Rovigo) sono i centri italiani di Philosophy for children affiliati all’IAPC, all’ICPIC e da SOPHIA. Essi sono le uniche organizzazioni abilitate a fare formazione e a rilasciare i titoli riconosciuti a livello nazionale e internazionale.
A partire dagli anni 2005-2006 in Italia, alla luce delle esperienze di utilizzazione del curricolo con gruppi di adulti (in primo luogo gli insegnanti), si è delineata una interpretazione ed una proposta non strettamente scolastica della P4C, una Philosophy for Communities che, in quanto pratica filosofica, si confronta con altre pratiche quali la consulenza filosofica, il coaching aziendale, ecc.

La pratica:

La Philosophy for children è un progetto educativo centrato sulla pratica del filosofare in una “comunità di ricerca”. In quanto tale, si sviluppa in un particolare setting di cui è responsabile un insegnante o meglio un”facilitatore” adeguatamente formato, che segue e stimola attraverso l’uso di domande aperte, interventi di chiarificazione, approfondimento, ricerca di criteri procedurali comuni e condivisibili senza mai orientare il gruppo verso un obiettivo diverso da quello regolativo di fondo: la fedeltà allo spirito della ricerca e dell’indagine, necessariamente aperta, dinamica e interminabile. Si avvale, inoltre, di specifici materiali didattici: una serie di racconti in forma dialogica in cui i protagonisti, bambini, adolescenti, adulti, animali dialogano su problemi e questioni di natura filosofica, il valore della vita, il pensiero, il rapporto mente-corpo, la verità, la giustizia, emergenti dalla loro esperienza. Ogni racconto è corredato da un manuale per l’insegnante in cui sono fornite indicazioni procedurali e metodologiche funzionali all’approfondimento del lavoro educativo con piani di discussione, esercizi, attività stimolo.
Presupposto psico-pedagogico è che la pratica del filosofare consenta di sviluppare, sin dall’infanzia, le abilità:
• di ragionare;
• di formare concetti;
• di indagare il significato dei problemi; e promuova le disposizioni
• a investigare il senso delle idées reçues e delle assunzioni date per scontate;
• ad analizzare le argomentazioni proprie ed altrui al fine di scoprirne le fallacie;
• a dialogare con gli altri, imparando a collocarsi nell’altrui punto di vista e a cooperarare alla ricerca comune del significato dell’esperienza;
• a sforzarsi di regolare il proprio comportamento sugli ideali di giustizia, bellezza, verità.

Infine su questo link  http://www.ufottoleprotto.com/filosofia_1.htm

troverete un ottimo esempio di Philosophy for children un simpatico ed esaustivo FUMETTO DI FILOSOFIA scritto da Umberto Forlini.

Buona lettura a tutti!!!



Sbocchi professionali filosofici…

lavoro e filosofia

A primo impatto niente appare più astratto e lontano dalla vita pratica come la filosofia, nata in Grecia più di duemila cinquecento anni fa come puro “amore per la sapienza”. L’opinione comune tende a preannunciare per noi studenti o laureati in filosofia  un destino ai confini del mondo e al limite dell’  ‘inutilità’. Ma la filosofia non sta tra le nuvole; oggi più che mai la filosofia è tornata nelle strade, come nell’antica Atene: possiamo notarlo dal organizzazione dei cosiddetti “festival della filosofia” che richiamano in piazza migliaia di persone. Alla filosofia non si chiedono solo risposte sulla vita, la morte,il bene,la verità,l’essere il non essere, la giustizia, la libertà. La filosofia sta dimostrando di essere una straordinaria risorsa di competenze e di professionalità per il mondo del lavoro, per l’industria ed i servizi,e soprattutto per i nuovi linguaggi della comunicazione,come Internet che ha rivoluzionato la vita del terzo millennio. Molti segnali indicano che anche la new-economy ha bisogno del respiro della cultura umanistica, e che per lavorare nella società post-industriale di Internet occorre qualcosa di più dell’informatica. Prendere una laurea in filosofia, oggi, non deve più spaventare poichè’idea che con una laurea in filosofia o si va ad insegnare o si è destinati alla disoccupazione è un vecchio luogo comune che oggi non ha più senso e deve essere assolutamente sfatato. Con la filosofia si possono fare molte altre cose, anche più attraenti e remunerative! La laurea in filosofia, per sua natura e grazie alla sua elasticità, educa le menti ad attivare un metodo di ricerca perenne e stimola la persona ad affinare il proprio livello culturale in maniera creativa. I campi in cui i laureati in filosofia trovano occupazione sono numerosi e diversificati.Oltre a poter diventare come abbiamo detto insegnante,professore universitario,giornalista o addirittura scrittore ,si potrebbe lavorare nella gestione delle risorse umane e della consulenza in ambito socio-politico, psico-pedagogico, bio-etico e eco-ambientale,avviare direttive in alcuni ministeri e in uffici periferici (provveditorati agli studi, archivi di Stato, biblioteche, soprintendenze, etc.). Impieghi o collaborazioni presso case editrici, centri culturali, centri studi, fondazioni e in imprese pubbliche e private in ambiti quali le relazioni pubbliche, la comunicazione, la pubblicità, la formazione del personale, etc.

Comunicazione
Nel mondo di Internet il filosofo trova un ambiente in cui esprimere al meglio le proprie potenzialità. La new-economy premia soprattutto la capacità di immaginare scenari permeati di creatività ed innovazione. Al di là delle competenze tecniche, l’architettura delle idee e la capacità di dare loro il valore aggiunto del metodo consente al filosofo di farsi strada in questo settore, ricoprendo le figure professionali di: Project Manager (gestione complessiva del progetto, comprese le risorse umane e tecniche coinvolte); Content Manager (sviluppo e redazione dei contenuti); e-Learning Editor (sviluppo delle metodologie e redazione dei contenuti nei progetti di formazione a distanza). Sono molti i laureati in filosofia che lavorano nello staff di primarie imprese operanti nel settore dell’Information and Communication Technology.

Giornalismo ed editoria
Diversi noti giornalisti hanno una laurea in filosofia. Tra questi Lorenza Foschini, Michele Santoro e Wilma Labate. Anche Carmine Donzelli, fondatore dell’omonima Casa editrice ed ex-membro del Consiglio di amministrazione della RAI, è laureato in filosofia.
Industria e Servizi
Il rapporto pensiero-azione, ossia l’inscindibile legame tra “l’uomo che pensa” (il filosofo) e “l’uomo che fa” (il manager), trova nel mondo contemporaneo molteplici riscontri. Con opportuni corsi post-laurea il filosofo può agevolmente inserirsi nelle aree gestione delle risorse umane, marketing e strategie di vendita, dove la capacità di lavorare con le persone e la “visione d’insieme” dei problemi ricoprono un ruolo fondamentale. Tra i manager di successo laureati in filosofia i più conosciuti sono Chicco Testa, già Amministratore delegato di Enel e Wind e Franco Tatò, già Presidente di Mondadori e di Enel. È di recentissima istituzione la figura del Manager didattico, che collabora agli aspetti gestionali e organizzativi dei Corsi di laurea.

Politica
Nel campo della politica e del sindacalismo i filosofi non si contano, in tutti gli schieramenti: Marcello Pera (Presidente del Senato), Gianni Vattimo (Eurodeputato DS), Guglielmo Epifani (Segretario generale della CGIL), Claudia Mancina (Deputata DS), Rocco Buttiglione (Ministro delle Politiche Comunitarie), Fabio Mussi (Capogruppo DS alla Camera), Vannino Chiti (Deputato DS), Vittorio Sgarbi (Deputato F.I.), Lanfranco Turci (Senatore DS), Andrea di Teodoro (Deputato F.I.), Clemente Mastella, (Deputato CCD-CDU). Consulenza filosofica Il consulente filosofico utilizza i temi e gli strumenti della filosofia come terapia per la risoluzione di problematiche esistenziali. L’Associazione Italiana Counseling Filosofico (AICF) organizza corsi di formazione rivolti ai laureati in filosofia che vogliano specializzarsi in questa pratica.

Insomma ragazzi, lavorare nel mondo della filosofia?? Si,si può!!! Basta con le scuse!! E’ il momento di rimboccarsi le mani perchè fidatemi ho letto e ho sentito tante storie,tanti pareri e sono sicura che chi vuole veramente lavorare il lavoro lo trova,se lo cerca,se lo inventa,certo non dico che la strada da percorrere sia facile,ma infondo quale strada lo è?? Una buona dose di ottimismo,di pasienza,di perseveranza e soprattutto di voglia di fare ci sarà di grande aiuto e ci ripagherà di tutti gli sforzi fatti.Mi raccomando fatemi sapere i vostri pareri,le vostre opinioni in merito e soprattutto raccontateci le vostre personali esperienze scrivendo sul FORUM nell’apposita sezione “post laurea”sono sicura che saranno tutte interessanti e  molto utili alla comunità.
Non mi resta che augurarvi un caloroso buona fortuna a tutti phylosophy lovers a presto!



Consulenza filosofica …

consulenza filosofica

Sempre più attuale e diffusa oramai anche in Italia é la “CONSULENZA FILOSOFICA” un modo tutto nuovo di fare filosofia e soprattutto di renderla un  attività pratica, vediamo un po’ di capire meglio di che si tratta,quali sono le sue origini,la sua storia,i suoi scopi e la sua utilità.


Consulenza filosofica è il termine italiano con cui si indica un’attività nata in Germania come Philosophische Praxis (Pratica filosofica o filosofia pratica) e poi diffusasi in altre parti del mondo, prima come Philosophy Practice e poi come Philosophical counseling. Nella sua forma originaria, non si configura come una professione di aiuto, ma come un dialogo filosofico che mira alla ricerca di nuove, più ricche e profonde modalità di pensare il mondo. La consulenza filosofica in quanto tale non deve essere confusa con le psicoterapie, o con forme di consulenza psicologica; diversamente da ogni forma di psicoterapia o consulenza psicologica, la consulenza filosofica non può e non si deve occupare di psicopatologia, e non può fare riferimento a nessun tipo di “strumento” (psicologico, comunicativo, di ascolto, terapeutico) per operare consulenza, sostegno, diagnosi o intervento di tipo psicologico, né tantomeno una “guarigione” nel consultante. Caratteristico della consulenza filosofica è anche il fatto che il consulente prende parte alla ricerca alla pari del consultante, ovvero egli stesso, nel dialogo, mette alla prova le sue idee, le sue teorie, la sua visione del mondo – e pertanto non ha nulla da “insegnare” al consultante, che si limita ad accompagnare nell’esplorazione della sua visione del mondo. Il “counseling filosofico” differisce dalla consulenza filosofica, perché questo fa anche uso di tecniche psicologiche di ascolto e di comunicazione. In questo senso, il “counseling filosofico” non è una forma di filosofia, ma una professione di aiuto, che fa riferimento ad alcune idee, narrazioni e dottrine della storia della filosofia. Per questo motivo, il counseling filosofico è stato avvicinato in alcuni paesi (tra cui l’Italia) alle varie forme del counseling, mentre la consulenza filosofica è un’attività a sé stante.

Cenni storici
La consulenza filosofica nasce in Germania, con il nome di Philosophische Praxis, ad opera di Gerd Achenbach a Bergisch Gladbach nel maggio del 1981. Achenbach decide di intraprendere la strada del consulente filosofico spinto dall’insoddisfazione nei confronti della filosofia accademica, accusata di essersi eccessivamente astratta dal mondo reale, chiudendosi in percorsi di studio ad uso e consumo dei soli filosofi. La filosofia si è trovata così trasformata in una scienza che non serve altri che sé stessa, una posizione assolutamente unica nel campo degli studi accademico-universitari . Scrive in proposito Achenbach “la filosofia non più o non ancora pratica sopravvive in un ghetto accademico, dove ha perduto il rapporto con qualsiasi problema che opprime realmente gli uomini. Questa alienazione, che produce sterilità nella filosofia e perdita di senso nella vita quotidiana, viene superata dalla Philosophische Praxis”. È presente anche una seconda ragione nella decisione di Achenbach di dar vita a questa nuova pratica professionale, l’insoddisfazione nei confronti delle professioni di aiuto, ancorate al paradigma strumentale o terapeutico L’iniziativa di Achenbach suscita fin da subito un notevole interesse in Germania, diventando oggetto anche di polemiche da parte sia del mondo della filosofia accademica sia del mondo delle pratiche psicoterapeutiche. L’interesse per la nascente consulenza filosofica non manca però di stimolare un dibattito costruttivo e critico non solo in ambito filosofico ma anche in ambito psicologico.
Già nel 1982 Achenbach fonda la GPP (Gesellschaft für Philosophische Praxis), che qualche anno dopo diventerà IGPP (Internationale Gesellschaft für Philosophische Praxis), ancora oggi principale punto di riferimento internazionale nell’ambito delle pratiche filosofiche.
Dalla metà degli anni ottanta la consulenza filosofica lascia i confini tedeschi per espandersi in altri paesi europei. In particolare in Olanda un nucleo di filosofi da vita ad una associazione nazionale (VFP) particolarmente attiva nello studio delle problematiche relative alla formazione nell’ambito della consulenza filosofica. Sempre in ambito Olandese la consulenza filosofica per la prima volta approda ad un nuovo settore di applicazione nel mondo del lavoro, tramite l’istituzione di servizi di consulenza per aziende e organizzazioni.
Negli anni novanta in Francia Marc Sautet, considerato il primo consulente filosofico francese, accompagna alle attività di consulenza una nuova pratica filosofica conosciuta come “Café-Philo”, ovvero discussioni filosofiche pubbliche, da lui iniziate presso il Café des Phares di Parigi, poi diffusasi in tutto il mondo. Nel 1996 nasce anche in Inghilterra un’associazione nazionale (SPP), nata come costola dell’associazione olandese e poi resasi indipendente. In ambiente inglese nasce anche la “Philosophy for Children”, una forma di pratica filosofica rivolta allo sviluppo delle capacità critiche-razionali nei bambini in età scolare.
Nel 1992 la consulenza filosofica sbarca negli USA ad opera di Ran Lahav, venuto in contatto con tale pratica tramite Shlomit Schuster, israeliana, attiva a Gerusalemme dal 1989. La prima conferenza internazionale svoltasi fuori dall’europa viene organizzata a Vancouver nel 1994 dallo stesso Lahav insieme a Lou Marinoff. Questi è sicuramente il più noto divulgatore della consulenza filosofica, tramite un approccio diretto al grande pubblico tramite conferenze, dibattiti e testi divulgativi, dal dubbio valore scientifico ma capaci di realizzare una efficace introduzione alla materia per non specialisti.
Si può parlare di consulenza filosofica in Italia a partire dal 1999, con la nascita della prima organizzazione privata (AICF, Associazione Italiana di Counseling Filosofico) e l’apertura dei primi studi di consulenza filosofica. Da quella prima associazione, ora disciolta, sorsero poi SICOF (Società Italiana di Counseling Filosofico) e Phronesis (Associazione Italiana per la Consulenza Filosofica). La prima della due, coordinandosi con la SICO (Società Italiana di Counseling), sceglie di seguire la strada del counseling ad orientamento psicologico, arricchito però da elementi filosofici; Phronesis si riallaccia più direttamente all’originario percorso avviato da Achenbach, per il quale la consulenza filosofica è pratica della filosofia. Phronesis, che ha sezioni in undici regioni italiane, ha creato un proprio “Registro dei Consulenti Filosofici”. Phronesis e SICOF hanno organizzato nel luglio 2008, a Carloforte (Cagliari), insieme con Officina Filosofica (un’associazione cagliaritana), la IX Conferenza Internazionale sulla Pratica Filosofica. Un’altra associazione di importanza nazionale per la consulenza filosofica è l’Associazione Italiana Psicofilosofi (AIP) fondata nel 2000, la quale si propone di utilizzare, oltre al pensiero critico, alcune strategie filosofiche atte a promuovere il cambiamento e la crescita della persona. Anche l’AIP ha costituito un proprio “Registro nazionale dei Consulenti Filosofici” (ovviamente almeno per adesso si tratta di un registro privato ,non di un albo ufficiale).

Chi è il consulente filosofico?
Il consulente filosofico è un filosofo che, dopo la sua formazione filosofica e la sua pratica della ricerca filosofica anche in ambito teoretico, abbia anche conseguito una formazione specifica nell’ambito della pratica filosofica, che lo abbia reso capace di affrontare con atteggiamento filosofico anche dialoghi vertenti su problemi concreti e quotidiani, ed in presenza di dialoganti non esperti di filosofia.E’bene ricordare che l’attività attualmente non è riconosciuta dallo Stato; ma nessun vincolo formale è posto a chi voglia praticarla. Esistono degli elenchi, senza valore legale, di “consulenti filosofici”, riconosciuti da associazioni private, che attribuiscono la qualifica di “consulente filosofico” a chi abbia svolto un certo numero di ore di formazione presso i loro corsi interni e superato un colloquio finale. Tutte le principali associazioni dispongono di un codice deontologico interno. Le associazioni in possesso di relativi requisiti dimensionali e organizzativi hanno fatto richiesta di riconoscimento come associazioni professionali (agli organi di Stato preposti allo scopo) e sono in attesa di riscontro.

Che cosa fa il consulente filosofico?
Il compito del consulente filosofico, secondo i praticanti di tale attività, consiste nell’accompagnare i propri ospiti in una riflessione critica sul proprio modo di pensare la realtà, cercando di evidenziarne presupposti di significato e di valore, contraddizioni, incongruità rispetto al modo in cui essi poi vivono di fatto le vicende della loro vita. Non è compito del consulente filosofico indicare all’ospite soluzioni o modi “giusti” di pensare o vivere, così come non lo è la definizione delle cause (psicologiche, psicofisiche, biografiche) in base alle quali il consultante ha un certo tipo di visione del mondo o vive determinati disagi. La durata di una consulenza filosofica non è solitamente molto lunga (tra i dieci e i venti incontri). Essendo un mero dialogo filosofico ed avendo di mira solo una nuova e più profonda comprensione del mondo, non può e non deve assumere le forme di atti tipici della professione di psicologo o psicoterapeuta.

A chi serve un consulente filosofico?
La consulenza filosofica si applica in tutte quelle situazioni in cui ci si trovi di fronte a dilemmi personali e morali. Quando si vive un conflitto (etico, professionale, relazionale) o si è alla ricerca di una strada per riconciliare le esperienze con le convinzioni. Quando ci si interroga sul significato e il ruolo di certi valori o quando si affronta un momento delicato della propria vita (una malattia, un cambiamento radicale, una separazione). È un valido percorso per affrontare cambiamenti professionali e l’ansia e il disagio che ne può derivare; quando si sperimenta l’incapacità di raggiungere i propri obiettivi e quando ci si confronta con l’angoscia della morte come della perdita di una persona cara. Giova a chi vuole affrontare crisi di età o a chi si interroga sui propri convincimenti. La consulenza filosofica mette le persone di fronte alle loro filosofie, perché questo aiuta a vivere con maggiore lucidità e serenità, ricollocando ognuno all’interno del proprio percorso personale .Chi si riconosce un atteggiamento curioso, incline alla riflessione, analitico, portato a meditare sull’esistenza e sui suoi risvolti reali, troverà nella consulenza filosofica un grande giovamento.

La consulenza filosofica nel mondo
La consulenza filosofica nasce nel 1981 come Philosophische Praxis per opera del filosofo tedesco Gerd Achenbach (Hamelin, 11 febbraio 1947), il quale apre il primo studio al mondo di filosofo “professionista”. La presenza dei consulenti filosofici si estese poi all’Olanda, l’Austria, la Norvegia, la Svizzera, la Francia, Israele. Solo dagli anni Novanta approda anche in America (1992) e Gran Bretagna (1998), dove però viene spesso stravolta e confusamente mescolata con il counseling, in quei paesi molto affermato. Nel 1999 arriva in Italia, nei primi anni del 2000 in Spagna.
Nonostante la notorietà e la presenza di numerosi filosofi che ne parlano e la sperimentano, ad oggi in tutto il mondo sono pochissimi i professionisti che vivono di consulenza filosofica: se ne stimano meno di una decina. Esiste sicuramente una difficoltà nello stimare il numero dei consulenti che attualmente esercitano e vivono di questa professione nel mondo, tuttavia Michael Zdrenka già nel 1998 (Konzeptionen und Probleme der Philosophischen Praxis) ne censiva circa 130, ma da allora il loro numero è senza dubbio molto cresciuto, per lo sviluppo che la professione ha avuto negli Stati Uniti, in Germania e in Italia. Gerd Achenbach, intervistato di recente a riguardo, afferma di conoscerne parecchi soprattutto in Olanda, Israele e America. (Chiedilo al Filosofo. Intervista al professor Gerd B. Achenbach – Repubblica R2 del 14 giugno 2008)


Tipologie di consulenza filosofica
Il consulente filosofico teoricamente può svolgere la sua attività con singoli, con gruppi, all’interno di organizzazioni e aziende. Nel mondo non sono però molti coloro che lavorano realmente per conto di aziende (ve ne sono esempi in Olanda, Francia e Germania). Anche in questo caso, molte delle attività che vengono presentate come consulenze filosofica aziendale non hanno in realtà molto a che fare con la consulenza filosofica – che è una forma di pratica della filosofia – ma sono semplici ruoli funzionali nei quali l’impiego della filosofia è parziale e strumentale. Tutto ciò è lecito ed è stato svolto assai frequentemente dai filosofi, ma non ha molto a che fare con la consulenza filosofica. Infatti, in Gran Bretagna esiste un’organizzazione apposita che si occupa dell’impiego della filosofia nel mondo del lavoro e che svolge attività diversificate, ma i suoi aderenti non si dichiarano consulenti filosofici.


LA CONSULENZA FILOSOFICA PRIVATA
Questo è l’aspetto più noto della consulenza filosofica e si riferisce alla consulenza diretta, rivolta alle singole persone quando, per motivi diversi, si trovano di fronte ad un dilemma morale, a un problema professionale o familiare.
Socrate diceva che la vita non sottoposta ad esame non merita di essere vissuta, ricordiamo il classico motto socratico”Conosci te stesso” invitando ognuno di noi ad avere una “propria filosofia” a identificarne le caratteristiche e farne buon uso nelle scelte importanti della vita.
La consulenza filosofica si offre come percorso di riflessione per valutare sé stessi alla luce della propria quotidianità, della propria vita reale, alla ricerca di soluzioni il più possibile coerenti con la “propria filosofia”. Tuttavia ciò che oggi diventa particolarmente importante è non confondere i problemi esistenziali con la malattia. C’è una “cultura della patologia” che ha progressivamente invaso quasi tutta la nostra esistenza. Così, di fronte ai normali squilibri emozionali che i problemi comportano, spesso siamo portati a ricercare risposte attraverso percorsi difficili, cerchiamo una diagnosi più che una prospettiva La consulenza filosofica è la ricerca di una prospettiva, una guida per mettere in sintonia le proprie idee con le intuizioni e i sistemi di pensiero che ci hanno preceduto.

LA CONSULENZA FILOSOFICA PER LE AZIENDE
La consulenza filosofica in Azienda è concepita, prevalentemente, come aiuto nell’area delle comunicazioni (aziendali, istituzionali e sociali) e in quella della formazione della leadership,inoltre si presenta come un valido strumento di esame e autoesame di gruppi e organizzazioni, per la definizione di una filosofia di business, per l’elaborazione dei codici etici, per la scelta di adeguate strategie lavorative, per la comprensione e l’elaborazione di situazioni e fenomeni ostici. La consulenza filosofica in Azienda si rivela utile anche nell’incremento delle attitudini, delle capacità e del modo di pervenire sempre alle giuste decisioni e infine rappresenta anche un valido sostegno per facilitare il passaggio dai modelli più rigidi e positivisti del passato a quelli più elastici e articolati del presente, in grado di confrontarsi con una realtà mutevole, che richiede flessibilità,apertura mentale, controllo e capacità di interazione con la realtà.

Perché cercare consulenza da un filosofo?
Ogni uomo, indipendentemente dalla propria cultura ed estrazione sociale, ha una personale Weltanschauung (visione del mondo), attraverso la quale interpreta la realtà che lo circonda, reagisce ad essa, la giudica, vi interviene. Di fronte alla complessità che caratterizza le società moderne appare però problematico il conseguimento di visioni della realtà sufficientemente comprensive e coerenti. Sempre più spesso, anzi, si ha a che fare con dubbi e incertezze, causa di insicurezza e stati di crisi.
Fino ad ora soprattutto la psicoterapia sembrava essere la disciplina in grado di fornire una possibile risposta alle difficoltà esistenziali dei singoli. Se però il disagio ha radici nel modo in cui si interpreta la realtà, se le origini di dubbi e prostrazioni si trovano nella propria Weltanschauung, non sarà tanto opportuno rivolgersi ad un medico che cerchi una cura, quanto piuttosto a un esperto nell’elaborazione delle idee e dei pensieri, che cerchi di chiarificare i complessi rapporti che intercorrono tra interpretazione del mondo e scopi, valori e significati, concetti e aspettative.
L’esperto in questo settore è appunto il consulente filosofico, un laureato in filosofia che mette a disposizione di un consultante che gliene fa richiesta le proprie competenze. Egli instaura con il consultante una relazione dialogica che mira ad esplorarne e chiarirne la Weltanschauung, rispettandone però esigenze e priorità. Il consulente filosofico non ha modelli di “salute” o di “normalità”, non lavora sull’inconscio, sulla psiche o sulla biografia della persona che lo consulta: la aiuta, facilitando la comprensione della sua visione della realtà, contribuendo a una riflessione su di essa e a una sua rielaborazione.

La consulenza secondo i consulenti
“Il filosofo professionale non è necessariamente chiamato a rendere migliori le cose o ad aiutare a eliminare i problemi, ma piuttosto a renderli comprensibili nella loro complessità, in modo che l’altro possa vivere con essi, piuttosto che contro o a dispetto di essi” (Petra Von MORSTEIN, Canada)

“Come esperto nell’interpretazione delle visioni del mondo, il consulente filosofico aiuta i consultanti a scoprire i diversi significati che sono contenuti nei loro modi di vita ed esamina criticamente quegli aspetti problematici che rappresentano le loro difficoltà. Egli non offre teorie, ma piuttosto pratiche e strumenti per analisi concettuali, problematizzazioni, individuazioni di assunti nascosti, descrizioni, distinzioni, indicazioni di rapporti. Tali strumenti possono aiutare i clienti ad esaminare le loro della realtà criticamente ed a rivederle” (Ran LAHAV, Israele)

“L’obiettivo del consulente filosofico non è semplicemente rendere felici e soddisfatti i propri clienti, ma piuttosto chiarire e migliorare le loro idee e visioni del mondo attraverso un processo di riflessione critica. Si assume che tale riflessione possa spesso portare ad una soluzione dei problemi dei clienti, e che da ciò possano scaturire anche soddisfazione e felicità; ma il consulente filosofico si concentra sull’analisi delle visioni del mondo associate ai problemi esistenziali del cliente, non sui problemi stessi. I consulenti filosofici possono approntare servizi unici e di gran valore – l’analisi critica di idee e visioni del mondo problematiche – ma la consulenza filosofica non è psicoterapia o consulenza spirituale” (Roger PADEN, U.S.A.)